Riforma della Giustizia
22–23 Marzo 2026
Guida imparziale al referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Le ragioni del Sì e del No, spiegate in modo chiaro.
Il Quesito
Cosa chiede il referendum
«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?»
Il referendum chiede ai cittadini se approvare o respingere la riforma Nordio, una legge costituzionale che modifica l'assetto della magistratura italiana. La riforma è già stata approvata dal Parlamento, ma non con i due terzi dei voti, e per questo viene sottoposta a referendum confermativo. È un referendum senza quorum: il risultato è valido qualunque sia l'affluenza.
I tre pilastri della riforma
Separazione delle carriere
Giudici e pubblici ministeri seguirebbero percorsi professionali distinti e definitivi, senza possibilità di passaggio.
Due CSM distinti
Il Consiglio Superiore della Magistratura si sdoppierebbe: uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri. Membri selezionati tramite sorteggio anziché elezione.
Alta Corte Disciplinare
Nuovo organo autonomo per giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati, sottraendo questa competenza ai CSM.
Nota: La riforma non interviene direttamente sulla durata dei processi, sulle carenze di organico dei tribunali o sul codice di procedura penale. Riguarda esclusivamente l'organizzazione costituzionale della magistratura.
Perché votare Sì
Gli argomenti di chi sostiene la riforma
Imparzialità del giudice
I sostenitori della riforma ritengono che separare strutturalmente chi accusa da chi giudica rafforzi la percezione di imparzialità del sistema giudiziario. In un processo penale, il giudice e il PM apparterrebbero a due corpi distinti, rendendo più chiara la distinzione dei ruoli.
Allineamento europeo
In gran parte delle democrazie europee — Francia, Germania, Regno Unito, Spagna — la distinzione tra funzione requirente e giudicante è già consolidata. L'unicità della carriera italiana è considerata un'anomalia nel panorama internazionale. Il Consiglio Nazionale Forense e l'avvocatura italiana hanno espresso sostegno alla riforma.
Riduzione del correntismo
Il sorteggio per la selezione dei componenti del CSM viene presentato come strumento per ridurre il peso delle correnti e delle logiche associative interne alla magistratura. Lo scandalo delle nomine (caso Palamara) ha evidenziato distorsioni nel sistema elettivo attuale.
Responsabilità disciplinare
L'Alta Corte Disciplinare autonoma viene considerata una garanzia di maggiore trasparenza nel giudicare gli illeciti dei magistrati, separando chi gestisce le carriere da chi giudica i comportamenti.
Chi sostiene il Sì: Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati, Azione, +Europa. L'avvocatura italiana (CNF, OCF) e le Camere Penali.
Perché votare No
Gli argomenti di chi si oppone alla riforma
Indipendenza della magistratura
I critici sostengono che la riforma indebolisca l'autonomia della magistratura rispetto alla politica. Separare il PM dal corpo unitario della magistratura potrebbe renderlo più esposto a pressioni esterne. L'unità dell'ordine giudiziario è vista come garanzia fondamentale dell'equilibrio costituzionale tra i poteri.
Il sorteggio riduce la rappresentanza
Sostituire l'elezione con l'estrazione casuale dei membri del CSM potrebbe ridurre la legittimazione democratica dell'organo di autogoverno. Il sorteggio non garantisce che i componenti siano i più qualificati o rappresentativi.
Non affronta i veri problemi
La riforma non interviene sui problemi concreti della giustizia: durata dei processi, carenza di organico, digitalizzazione. Secondo le stime dei critici, la creazione di tre nuovi organi comporterebbe costi aggiuntivi significativi, sottraendo risorse al personale e alle strutture esistenti.
Rischio di scontro istituzionale
Due CSM separati possono generare duplicazioni e conflitti di competenza. La riorganizzazione di carriere, regole e strutture richiede tempo e può creare incertezza nella fase di transizione. L'assetto attuale, pur con limiti, garantisce già una separazione funzionale tra giudici e PM.
Chi sostiene il No: PD, M5S, AVS (Alleanza Verdi Sinistra), CGIL, ANPI, Libera, Legambiente. La maggioranza delle associazioni della magistratura. Italia Viva lascia libertà di voto.
Informazioni pratiche
Come e quando votare
Quando e dove
Domenica 22 marzo
ore 7:00 – 23:00
Lunedì 23 marzo
ore 7:00 – 15:00
Presso il seggio indicato sulla tessera elettorale
Portare: tessera elettorale + documento d'identità valido
Come funziona il voto
- 1
Riceverai UNA scheda
- SÌ
Votare SÌ = approvare la riforma (la Costituzione viene modificata)
- NO
Votare NO = respingere la riforma (resta tutto com'è)
- !
NON è previsto quorum: il risultato è valido con qualsiasi affluenza
- ✓
Conta solo la maggioranza dei voti validi
Attenzione fuori sede
I fuori sede NON possono votare in un comune diverso da quello di residenza per questo referendum. Il Senato ha bocciato gli emendamenti che lo avrebbero permesso.
Schieramenti
Chi vota cosa — Le posizioni dei partiti
Votano SÌ
- Fratelli d'Italia
- Forza Italia
- Lega
- Noi Moderati
- Azione
- +Europa
Votano NO
- PD
- M5S
- AVS
- CGIL
- ANPI
- Libera
- Legambiente
Libertà di voto
- Italia Viva
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